Recensione. "Elettra" di Jennifer Saint.

In attesa del prossimo titolo che andrà ad arricchire il catalogo mitologico inaugurato da Sonzogno, ho deciso di rivolgere lo sguardo su un’uscita meno recente: Elettra, secondo romanzo di J. Saint (1 Arianna, 2 Elettra, 3 Atalanta, 4 Era, 5 ?). Dopo aver analizzato le sue opere più recenti, sentivo fosse giunto il momento di confrontarmi con il romanzo dedicato a una delle figure predilette da Freud, almeno credo…
La lettura è avvenuta qualche mese dopo la pubblicazione italiana, e cito questo dettaglio non per essere puntiglioso, bensì per evidenziare una certa "esitazione" iniziale. Il primo romanzo, Arianna, mi aveva deluso nonostante le aspettative fossero alte. Dunque, la domanda che mi sono posto era inevitabile: Elettra, invece? Mi colpirà, in negativo, anche il seguente testo?
Giocare con gli eventi dell’Orestea e dei Nostoi è senz’altro un vantaggio: le storie narrate nelle tragedie e nei frammenti sopravvissuti catalizzano l'amore di un pubblico affezionato ai personaggi del ciclo troiano.
Elettra, in particolare in questa riscrittura, è una figura che si ostracizza pur di mantenere viva la fedeltà rivolta verso il padre, rinunciando alla madre, fagocitata dal lutto per la figlia e consolata da un nuovo compagno piuttosto che dai figli rimasti. I punti critici che avevo già evidenziato in Arianna e che aveva ritrovato in Atalanta sono presenti anche qui. Tuttavia, Elettra ha saputo catturare la mia attenzione per gran parte della lettura. Solo negli ultimi capitoli ho avvertito una brusca accelerazione per giungere al finale. L’impianto autodiegetico adottato dall’autrice, secondo me, non valorizza appieno il suo stile. Al contrario, in Era - pubblicato nei primi mesi dell'anno corrente - l’osservazione esterna delle vicende, legata alla figura di Era, sorella e moglie di Zeus, ha saputo esaltare la sua penna. Un punto a favore rispetto ad Arianna è la forza di Elettra. La protagonista è attiva, sollecita il fratello Oreste all’azione, non resta ai margini di un dialogo frequentato unicamente da voci maschili. Avrei gradito una maggiore attenzione al personaggio di Pilade, figura centrale per Oreste, ma riconosco la sua relativa appartenenza al testo. Per il resto, il modo in cui sono state introdotte e portate a compimento le storie di Cassandra e Clitemnestra, le altre protagoniste del romanzo, non snaturalizza l'idea posta alla base del personaggio.

Trama: 
La guerra di Troia è stata davvero combattuta soltanto dagli uomini? O ad affrontarla in prima linea sono state le donne – le mogli, le figlie, le sorelle e le madri –, scontrandosi con i loro sentimenti e i loro lati oscuri? Con l’esercito delle passioni, delle gelosie e delle fragilità nascoste? Dopo lo straordinario successo di Arianna, Jennifer Saint torna ad ammaliarci con una brillante rivisitazione del mito, illuminando di nuova luce le vere protagoniste di questa intramontabile tragedia: vediamo bruciare l’ostinazione e la furia di Elettra, la figlia minore di Clitennestra e Agamennone, che attende con lealtà il ritorno del padre e cresce covando rancore nei confronti della madre; sentiamo le profezie di Cassandra, sacerdotessa di Apollo e principessa di Troia, condannate a cadere inascoltate nel vuoto; assistiamo impotenti alla rabbia, al tormento e all’ossessivo desiderio di rivalsa di Clitennestra, incapace di perdonare il marito e di dimenticare il sacrificio di Ifigenia. L’autrice ci racconta una storia di tenacia e ribellione, di donne implacabili che cercano di forgiare il proprio destino, di scalfire l’armatura di un mondo in cui sono gli uomini a dettare le regole, finendo per rimanere intrappolate in un’inestricabile rete di violenza, vendetta e tradimento.

-Il piccolo Perseo
27/08/25

Commenti

Post più popolari