Recensione. "L'idea del male" di Donatello de Cristofaro.

L'idea del male
Carissimi e carissime, è sempre un piacere rivedervi. Benvenuti in questa nuova recensione dedicata a "L'idea del male" di Donatello de Cristofaro.  
Ancor prima di iniziare, ci tengo a ringraziare l’autore per avermi fornito la possibilità di leggere il suo ultimo romanzo, protagonista della prima disamina del nuovo mese.  
Il suddetto testo, un thriller con un’ingombrante fattore allegorico, segue le vicende dell’agente speciale Mendes, uomo tormentato dal ricordo della figlia scomparsa, che, dopo un errore avvenuto sul proprio campo, decide di dare la caccia ai fantasmi del passato. Egli parte da un simbolo, un marchio impresso sul corpo dell’ormai defunta figlia, che rintraccia su altri cadaveri appartenenti a persone scomparse in modi misteriosi. Il marchio, tuttavia, non è l’unico elemento che accomuna le vittime. Gli omicidi sono cruenti e il colpevole sembra capace di apparire sul posto, compiere l’atto deplorevole e poi scomparire senza lasciare tracce.

Non puoi fuggire
La trama, come si può facilmente dedurre, è avvincente. Dopo i primi capitoli, il lettore precipita in un vortice di scene cruenti e domande che non sembrano poter acciuffare alcun tipo di risposta. Il processo investigativo rapisce l’attenzione, non permettendoti di staccarti dalle pagine, grazie al ritmo cadenzato - scandito da diversi colpi di scena - e a un registro adeguato alla materia proposta.  
Segnalo, tuttavia, la presenza di alcune ripetizioni che, talvolta, rallentano lo scorrere della narrazione. Le svolte improvvise, e solitamente inaspettate, ci accompagnano sino al finale, il quale appare coeso e organico con il resto del testo, dunque con il messaggio posto alla base.

Il male
Elemento chiave e motivo indiscusso del romanzo è il male, e l’idea che trascina con sé. Tale concetto alberga negli uomini, nella loro cultura e nel loro io, profanando persino l’anima. Il male deve essere alimentato, perché solo in questo modo ci si può convivere. Il male è anche una scelta. C’è chi cede e c’è chi cerca di contenerlo.

Conclusioni  
Una sezione della chiusa non mi ha del tutto convinto. Ciò che sarebbe successo al protagonista era prevedibile. Ciononostante, le sue scelte confermano le tendenze e i valori del suddetto personaggio.  
La bellezza del testo risiede nell’idea del male e nel suo essere costantemente proposto, mai relegato a tema secondario.  
Consiglio vivamente la lettura non solo ai neofiti del genere, ma a tutti coloro che, vista la stagione, sono in cerca di un buon thriller soprannaturale con una prestante componente psicologica.

Trama:
Eric Mendes, agente speciale e profiler dell’FBI, collabora con la task force incaricata di stanare El Veneno, lo spietato narcotrafficante che è diventato anche la sua nemesi. Durante una retata, il detective compie un errore che riapre le ferite del passato, costringendolo a confrontarsi con l’oscura verità sulla morte della figlia. Inizia così a indagare su alcuni corpi marchiati da uno strano simbolo, finendo invischiato in un complotto che risale alle origini della civiltà stessa. Al cospetto del terrore primordiale, Eric dovrà trovare la forza di scendere a patti con i suoi demoni, oppure lasciare che l’ossessione lo divori. L’idea del male è un thriller che affronta il delicato tema del tormento, portando il lettore a interrogarsi sul significato della paura e sui mostri che troppo spesso si annidano nella nostra mente.

-Il piccolo Perseo
08/10/2025

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