Recensione. "Fortuna Fatali e il mistero della medusa" di
Ben ritrovati, carissimi e carissime, in questa nuova recensione.
Protagonista di oggi è il testo “evento” dell’estate: “Fortuna Fatali e il mistero della medusa", curato e pubblicato da Sonzogno Editori.
Una piccola medusa rossa
Nel romanzo vengono sviscerate le vicende legate alla dipartit4 di Mattia Vusso, un ragazzino deced4to in seguito a un inc1dente stradale. Il caso, apparentemente privo di ulteriori sviluppi, viene ben presto accantonato, nonostante la madre del fanciullo fosse scomparsa pochi giorni dopo la tragedia. Tuttavia, un giorno, Fortuna Fatali - protagonista del romanzo - rinviene un oggetto appartenente a Mattia: una medusa rossa, cucita dalla nonna per il nipotino. Il ritrovamento costringerà Fortuna a mettere in discussione ciò che tutti avevano sempre creduto: Mattia, forse, non è mort0 per un semplice incidente… potrebbe essere stato ass4ss1nato.
Un giallo “accogliente”
Devo ammettere di aver riposto in questo testo aspettative molto alte. Come spesso accade, mi approccio alla lettura senza cercare troppe informazioni a riguardo, ragion per cui avevo erroneamente ritenuto che si trattasse di un giallo “puro”, privo di ulteriori contaminazioni letterarie.
Ben presto, però, le mie aspettative si sono scontrate con la realtà proposta del romanzo. A quanto pare, sarebbe corretto collocarlo nel filone dei “cozy crime". Per chi non conoscesse il termine - e mi rivolgo in particolare ai neofiti, ovvero i miei colleghi - il “cozy crime" è un sottogenere del giallo che si distingue per la sua scorrevolezza e per una componente ironica. Per tirare le somme: testi più leggeri rispetto ai classici, e cruenti, crime.
Dunque…
Nonostante non sia riuscito, in un primo momento, a collocare nell’apposito filone l’oggetto della disamina odierna, l'esperienza di lettura non è migliorata in meglio dopo aver scoperto il mio errore.
I personaggi mi sono parsi poco definiti, talvolta eccessivamente tipizzati. Le vicende che li coinvolgono risultano poco chiare e in alcuni passaggi forzate. Gli sviluppi del caso, e sottolineo che il seguente è un mio parere, avrebbero dovuto essere meno marginali rispetto alle vicende personali del personaggio principale.
Conclusioni
Non posso dire di aver instaurato con questo testo un legame di piacere reciproco. Nello specifico, ritengo che il genere stesso non sia nelle mie corde. Per questo motivo, eviterò in futuro romanzi simili.
Invito invece alla lettura chi sa apprezzare ciò che “Fortuna Fatali e il mistero della medusa" ha da offrire.
Trama:
Cosa: Mattia Vusso, sei anni, viene investito mentre cerca il suo pupazzo, una medusa rossa fatta all’uncinetto. Qualche giorno dopo, sua madre scompare per sempre. Quando: Diciotto anni fa la tragedia Vusso; oggi, prima quindicina d’agosto, tempo di vacanze per tutti (o quasi). Dove: Bagni L’Ultima Spiaggia di Varazze, stabilimento vecchio stile gestito da Oscar Fatali, sessantenne panzuto che, in crisi di mezz’età, ha lasciato Brianza e famiglia per trasferirsi al mare con una velina di provincia. Chi: Fortuna Fatali, trentaquattro anni, figlia di Oscar e portatrice instabile di sindrome dell’impostore, in nome della quale ha seppellito i suoi sogni e aperto un’agenzia investigativa con la madre Fiona, ex magistrato in pensione (sì, è volitiva, prevaricatrice e invadente). È Fortuna a ritrovare il pupazzo di Mattia, lasciato sotto il suo ombrellone: chi ce l’ha messo? Perché? E se non si fosse trattato di un incidente? Affiancata da un improbabile Watson – Geremia, bagnino un tempo fighissimo –, sarà proprio lei a indagare sul caso (sempre che ne esista uno): un’occasione per dimostrare (a se stessa) di esserne capace e liberarsi finalmente del giogo materno. Perché a volte per risolvere un mistero ci vuole un po’ di gossip, spirito d’osservazione e qualcuno che ti faccia battere il cuore nei momenti sbagliati.
23/10/2025



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Il rispetto per il prossimo deve sempre essere posto prima di ogni altra cosa! Lo dicevano i saggi, credo.