Recensione. "Diciotto anni e dieci giorni" di Fabio Bartolomei.
"Lucrezia a destra, Karimah a sinistra, quelle di Camilla non sono solo amicizie, sono un modulo, una formazione."
Buon compleanno!
Nessuno ci insegna a diventare grandi, quindi ad assumerci le nostre responsabilità e a far fronte alle difficoltà di una vita più articolata, mettiamola così. La protagonista di questo racconto, per dire, lo scopre quando meno se lo aspetta, e non nei migliori dei modi.
Bentrovati, carissimi e carissime abitanti del mare, o benvenuti e benvenute, poveri sciagurati, in questa nuova “recensione”. Protagonista dell’odierna disamina - ricordo l’uso improprio da me adottato della parola già citata - è “Diciotto anni e dieci giorni”, un breve romanzo di Fabio Bartolomei, edito da Edizioni E/O.
Una nuova direzione.
Nel secondo volume della "Quadrilogia della famiglia", Bartolomei ci proietta nel mondo artefatto della protagonista, una ragazza vanesia e materialista. Gli equilibri della sua vita, tuttavia, cambiano radicalmente nel giro di poche ore. Al compiersi dei suoi diciotto anni, ambo i genitori, per ragioni diverse, se ne andranno di casa. Entrambi non avevano previsto che il coniuge si sarebbe anch'esso allontanato, dunque non avrebbero potuto immaginare che Camilla, la protagonista, sarebbe rimasta sola.
Chiusa nella sua stanza, con le lettere tra le mani, Camilla cerca un nuovo faro. Potrebbero essere le sue migliori amiche, ciononostante si dileguano nel momento del bisogno. Allora potrebbe abbandonare tutto, visitare altri posti e contattare presunte conoscenze. Da qui prende piede il suo percorso non solo fisico, ma anche conoscitivo del proprio io.
I giovani e i meno giovani.
Il secondo volume, purtroppo, non è riuscito a entusiasmarmi. Si configura come una lettura molto piacevole, arricchita dalla penna mordace di Bartolomei - il tono tragicomico, infatti, non fa altro che galvanizzare il lettore - e da un ritmo serrato. Eppure non mi sono sentito coinvolto come è successo con il primo, il terzo e il quarto volume. Oserei dire che sia arrivato quasi in ritardo. Forse, se solo fossi stato più giovane, mi sarei scontrato con delle tematiche che sentivo più vive.
Nondimeno, pur considerandolo il più "debole" della tetralogia, riesce a dare il suo contributo. Rispetto agli altri, infatti, la nostra Camilla è molto più giovane, quindi ci offre uno spaccato su una realtà distante. Realtà che viene colta nei suoi aspetti più cruenti. Camilla cresce poiché si scontra con il "basso", con un mondo in cui non si era mai immersa.
Conclusioni.
Per apprezzare al meglio il secondo volume, secondo il mio umilissimo parere, andrebbe letto anche il primo. Pur essendo storie autonome ci sono dei parallelismi interessanti. A priori, ritengo che tutto il progetto sia da recuperare. Prevedo di trattare sia il terzo che il quarto volume, ma solo per un fattore di completezza: tutti i racconti sono rivolti a lettori diversi, a meno che tu non abbia avuto la colossale sfortuna, per non dire altro, di essere in qualche modo protagonista degli eventi. L'assenza pervade la tetralogia, e in essa si coniuga con forme differenti.
Trama:
Qualcuno ha piazzato una bomba a orologeria nella spensierata vita di Camilla.
Il secondo romanzo breve della “Quadrilogia della famiglia”. Con Fabio Bartolomei si ride in maniera intelligente.
Viziata dai genitori, spalleggiata dalle amiche del cuore, blandita dai follower, Camilla è impreparata ad affrontare i rovesci della vita. Se ne renderà conto nel giorno del suo diciottesimo compleanno quando un’imprevedibile e scioccante scoperta la costringerà ad avventurarsi fuori dall’orbita protetta del suo mondo e a mettere alla prova le sue amicizie, le sue ingenue certezze sulla vita e tutti i limiti degli insegnamenti ricevuti.
Diciotto anni e dieci giorni, il secondo romanzo breve della “Quadrilogia della famiglia”, è una commedia incentrata su un esilarante viaggio intrapreso per rimettere insieme i pezzi di una famiglia allo sfascio che, disavventura dopo disavventura, diventa l’occasione per mettere in luce e celebrare il primo esitante passo nell’età adulta.
- Il piccolo Perseo
19/10/2026

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Il rispetto per il prossimo deve sempre essere posto prima di ogni altra cosa! Lo dicevano i saggi, credo.