Recensione. "Champagne" di Selene Alaska.
Il primo, ma esteso.
In teoria è il secondo volume, in pratica è "Absinthe" ma su larga scala. Bentrovati, carissimi e carissime abitanti del mare, o benvenuti e benvenute poveri sciagurati in questa nuova recensione. Protagonista dell’odierna disamina - rammento l’uso improprio, da me adottato, della parola già citata - è “Champagne” di Selene Alaska, edito da Triskell Edizioni. Ancora prima di iniziare, esprimo tutta la mia gratitudine alle autrici per avermi fornito una copia digitale del suddetto romanzo.
Nel nuovo volume ripartiamo da dove ci eravamo fermati; tuttavia, non sarà più Londra la città protagonista delle vicende, essa, infatti, cederà il passo alla città eterna e a un Atene ricca di misteri. Da qui è possibile dedurre che i riferimenti e le varie citazioni letterarie saranno declinate sulla base del mondo classico. Si abbandonano, almeno in parte, gli autori i cui rimandi avevano serpeggiato all'interno del primo libro.
Altri conflitti.
La battuta iniziale, in realtà, non è così fuorviante. Anche i temi riprendono quelli di Absinthe, eppure vengono affrontati o alla luce di una maturazione sviluppata dai vecchi personaggi oppure dai nuovi. Infatti troviamo una nuova famiglia, quella degli Xantos, composta da membri più o meno sobri. Il conflitto familiare, insomma, permane e si allunga sulle città protagoniste delle nuove vicende. Sulla base dei rinnovati conflitti e interessi dei singoli, esprimo la mia soddisfazione nell'aver constatato che i personaggi non assecondano i desideri dei lettori. Riconosco la banalità della mia affermazione, ciononostante credo che non bisogna dare questo aspetto per scontato.
Conclusioni.
Il finale, ovviamente, accenna a un continuo della serie. Infatti, questo mese, maggio 2026, periodo in cui sto scrivendo la recensione, uscirà l'ultimo volume della trilogia. Detto ciò, credo che il finale così scenico non possa fare altro che indurre il lettore ad affrontare la lettura, perdonatemi il gioco di parole, del seguito. Rispetto al primo credo di poter segnalare dei miglioramenti sia nella gestione e nell'introduzione dei personaggi sia nella penna, la quale si sta affinando.
Trama:
Panta rei, tutto scorre.
Anche un vampiro immortale come Julian Faustus Ravensward è soggetto al divenire, e Antiochas Laskaris, un intellettuale greco che gli fornisce la tragedia perfetta per inaugurare il suo nuovo teatro a Roma, è lì per ricordarglielo.
Antiochas, però, è sottomesso a un legame con la famiglia Xantos a cui non può sottrarsi.
La tragedia familiare shakespeariana si tinge della follia e della hybris di quella greca con l’entrata in scena degli Xantos, vampiri millenari ancora dediti agli dèi e plasmati da secoli di rancori personali e lotte di potere.
Cassandra Xantos e il fratello rivale Kleopas, esiliato da lei nella città eterna, sono pronti a farsi la guerra e ognuno di loro ha già messo gli occhi sul proprio campione.
E se Cassandra guarda con brama al potere oscuro che ancora alberga nel cuore di Aida, Kleopas cerca in Julian e nel clan inglese i suoi più validi alleati.
Julian accetterà di scendere a compromessi con gli Xantos? E quale sarà in tutto questo il ruolo di chi aveva tirato le fila fino a quel momento, Jago? E James? Dove si trova James?
I protagonisti di Absinthe calcano il palco di questo secondo volume in una veste nuova, attori di una tragedia greca dalle tinte oscure e dissacranti che incanteranno il lettore dalla prima all’ultima battuta.
-Il piccolo Perseo
10/05/2026


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Il rispetto per il prossimo deve sempre essere posto prima di ogni altra cosa! Lo dicevano i saggi, credo.