Recensione. "Morti ma senza esagerare" di Fabio Bartolomei.
"Ah, ma quindi non era per sempre? Chiedo scusa, non avevo capito. Mi sono lasciata ingannare dal fatto che i miei non hanno mai avuto malattie serie."
Di nuovo qui.
Pur non avendo ancora digerito il dolore per la perdita dei suoi genitori, deceduti in un tragico incidente stradale, la protagonista di questo racconto è costretta a fare i conti con una situazione paradossale e inenarrabile: quella di veder riapparire dal nulla proprio coloro che aveva pensato di aver "salutato" per sempre.
Bentrovati, carissimi e carissime abitanti del mare, o benvenuti e benvenute, poveri sciagurati, in questa nuova “recensione”. Protagonista dell’odierna disamina - ricordo l’uso improprio, da me adottato, della parola già citata - è “Morti ma senza esagerare”, un racconto di Fabio Bartolomei, edito da Edizioni E/O.
Una nuova normalità?
Il tema principale del racconto, ovvero l'elaborazione del lutto, viene posto al lettore sotto una nuova luce: il motivo scabroso, infatti, viene esaminato con una penna ironica e prorompente, offrendo un binomio tra il paradossale e il doloroso che riesce a stregarti. In più, se teniamo in considerazione la sua brevità, la lettura del breve romanzo viene terminata nel giorno stesso in cui è stata avviata.
Il testo, va da sé, pone il lettore in una situazione alquanto insolita, vale a dire che gli fa chiedere cosa avresti fatto se fossi stato nei panni di Vera, la protagonista, per l'appunto. Dunque non fa altro che mostrarti quello che potrebbe eventualmente succedere se ciò che viene di sovente chiesto, in un contesto simile, dovesse verificarsi.
Conclusioni.
"Morti ma senza esagerare " appartiene a una serie nota come la "Quadrilogia della famiglia". Ovviamente è un nome parlante, poiché l'obiettivo dei quattro racconti è proprio quello di esplorare i legami familiari inserendoli, però, in contesti umoristici e paradossali.
Il primo volume, e questo ragionamento può essere tranquillamente esteso al resto della serie, dovrebbe, secondo me, lo sottolineo, essere letto in un determinato periodo della propria vita. Può esser letto da chiunque? Certamente. Ritengo dal basso del mio sapere che sia davvero una bella lettura, ma che non possa, e non per mancanza di maestria dell'autore, comunicare a tutti la stessa cosa con la medesima intensità.
Trama:
Vera è una trentenne che dopo aver dato l’estremo saluto ai genitori, morti in un incidente stradale, li vede riapparire al mattino come se nulla fosse accaduto.
L’autore di Giulia 1300 e altri miracoli, La banda degli invisibili e tanti altri romanzi che in questi anni ci hanno fatto ridere e commuovere torna con un romanzo breve, un piccolo gioiello di umorismo e poesia.
Vera è andata a casa dei genitori, si è addormentata nella sua vecchia cameretta e al mattino viene svegliata dalla madre, con il solito vassoio della colazione tra le mani, e dal padre, con il consueto sorriso amorevole sul volto. Tutto normale, a parte il fatto che i genitori erano morti quattro giorni prima. Morti ma senza esagerare, la prima di quattro storie che compongono la “Quadrilogia della famiglia”, è una commedia esilarante e profonda che esplora i legami tra genitori e figli, che mappa confini e altitudini del più complesso tra i rapporti umani.
-Il piccolo Perseo
05/09/2026
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Il rispetto per il prossimo deve sempre essere posto prima di ogni altra cosa! Lo dicevano i saggi, credo.