Recensione. "Il ragazzo che raccoglieva la luce" di Viola Sarti.
Bentrovati, carissimi e carissime abitanti del mare, o benvenuti e benvenute poveri sciagurati in questa nuova recensione.
Protagonista dell’odierna disamina - rammento l’uso improprio, da me adottato, della parola già citata - è “Il ragazzo che raccoglieva la luce” di Viola Sarti, edito da PubMe (Made in Book).
Ancora prima di iniziare esprimo tutta la mia gratitudine alla casa editrice per avermi inviato una copia del suddetto romanzo.
Barattoli alla mano
La prima tappa del nostro viaggio coincide con la scoperta, da parte di Nilo, protagonista del testo, di una serie di barattoli appartenuti al nonno. Al loro sono custoditi dei barlumi. Tra un istruzione, un avvertenza e un consiglio, annotati tutti sulle etichette, Nilo comprende che quelle luci possono interagire con lui. La natura dei bagliori, grazie a un pizzico di intuizione e a un suggerimento della nonna, viene subito compresa da Nilo: essi conservano le memorie degli uomini e, nel momento in cui vengono ignorate, perdono la loro carica vitalistica. Il compito di Nilo viene fin da subito individuato: ripercorrere le orme del nonno e diventare un nuovo raccoglitore di luce. La seconda tappa del viaggio è la bottega. La terza potete scoprirla voi.
Un romanzo accogliente
Ormai è mia consuetudine inaugurare questi inutili giochi di parole, ma visto che ci siamo... I temi affrontanti dall'autrice nel romanzo sono molteplici, tutti con una valenza prevalentemente positiva: l'amore e il ricordo di chi non fa più parte della nostra quotidianità, il coraggio di superare le proprie paure e di rivendicare l'eredità dei nostri cari. Tali elementi conferiscono un taglio didascalico al testo, il quale è stato pensato per essere letto da tutte le fasce d'età, sebbene con un'attenta predilezione verso i giovani lettori. Le atmosfere evocative e nostalgiche, il motivo della famiglia, e il ritornare presso i nostri ricordi felici conferiscono al testo un'aura "accogliente" (la parola "cozy" non mi appartiene).
Conclusioni
Come ho precedentemente accennato, il testo, pur essendo stato realizzato per una fascia del pubblico ben predefinita, non esclude i lettori più "datati", ragion per cui è facile dedurre che una lettura simile possa esser intrapresa in contemporanea da un fanciullo e il suo genitore. Il registro è accessibile, il ritmo talvolta lento e la penna tende perpetuamente verso un linguaggio poetico. Per onestà intellettuale, e non per essere pedante, segnalo la presenza di svariati refusi: errori di battitura o di punteggiatura che inzaccherano unicamente il corpo del testo.
Trama:
Il ragazzo che raccoglieva la luce è un romanzo che parla di ciò che siamo davvero quando nessuno ci guarda: un intreccio di ricordi, paure, ferite e piccoli bagliori che chiedono soltanto di essere visti.
Nilo vive con la nonna in un paese che sembra addormentato. Finché un giorno trova un barattolo dimenticato, una luce che apparteneva al nonno e un dono che non sapeva di avere. Da quel momento le luci cominciano a chiamarlo: luci che tremano, luci che ricordano, luci nascoste dentro bicchieri, tazzine, flipper e bottiglie che custodiscono emozioni troppo grandi per restare sole. E così Nilo scopre che alcune luci guariscono… e altre, se trascurate, diventano ombre.
Accompagnato da Lumina, una creatura luminosa che parla una lingua tutta sua, Nilo entra nella bottega del nonno e trova il Registro dei Giorni Salvati, un libro antico che scrive da solo le storie che meritano di restare. Pagina dopo pagina, capisce che essere un Custode non significa raccogliere magie, ma vedere ciò che gli altri non osano guardare, la solitudine dei bambini, le attese sospese, i ricordi che fanno male, le promesse non mantenute.
Quando una luce legata alla sua stessa paura rischia di spegnersi per sempre, Nilo dovrà scegliere: proteggersi… o donare una parte di sé.
Una scelta che cambierà tutto.
Un romanzo cozy e struggente, poetico e pieno di tenerezza. Una storia di eredità, amore, fragilità e coraggio. Perché le luci non vogliono essere salvate. Vogliono essere viste.
Nilo vive con la nonna in un paese che sembra addormentato. Finché un giorno trova un barattolo dimenticato, una luce che apparteneva al nonno e un dono che non sapeva di avere. Da quel momento le luci cominciano a chiamarlo: luci che tremano, luci che ricordano, luci nascoste dentro bicchieri, tazzine, flipper e bottiglie che custodiscono emozioni troppo grandi per restare sole. E così Nilo scopre che alcune luci guariscono… e altre, se trascurate, diventano ombre.
Accompagnato da Lumina, una creatura luminosa che parla una lingua tutta sua, Nilo entra nella bottega del nonno e trova il Registro dei Giorni Salvati, un libro antico che scrive da solo le storie che meritano di restare. Pagina dopo pagina, capisce che essere un Custode non significa raccogliere magie, ma vedere ciò che gli altri non osano guardare, la solitudine dei bambini, le attese sospese, i ricordi che fanno male, le promesse non mantenute.
Quando una luce legata alla sua stessa paura rischia di spegnersi per sempre, Nilo dovrà scegliere: proteggersi… o donare una parte di sé.
Una scelta che cambierà tutto.
Un romanzo cozy e struggente, poetico e pieno di tenerezza. Una storia di eredità, amore, fragilità e coraggio. Perché le luci non vogliono essere salvate. Vogliono essere viste.
24/01/2026


Commenti
Posta un commento
Il rispetto per il prossimo deve sempre essere posto prima di ogni altra cosa! Lo dicevano i saggi, credo.