Recensione. "Un giorno questo dolore ti sarà utile" di Peter Cameron.
Dentro la galleria.
"Gillian, mia sorella, ha deciso di pronunciare il suo nome con la g dura lo stesso giorno in cui mia madre è tornata dalla luna di miele in anticipo e da sola. Le due cose non mi hanno stupito."
La prima considerazione che ho maturato in merito al romanzo di Cameron è stata la seguente: sono arrivato in ritardo. La seconda è stata: forse, essendo un vizio dei lettori abbastanza comune, il tutto è stato gonfiato.
Bentrovati, carissimi e carissime abitanti del mare, o benvenuti e benvenute, poveri sciagurati in questa nuova "recensione". Protagonista dell’odierna disamina - ricordo l’uso improprio, da me adottato, della parola già citata - è “Un giorno questo dolore ti sarà utile” di Peter Cameron.
Ancora prima di iniziare, esprimo tutta la mia gratitudine all'utente @saltafox per avermi regalato una copia fisica del suddetto romanzo.
I bidoni.
Ambientato nella trepidante e vivace New York, il romanzo offre uno spaccato sulla vita di James, un giovane ragazzo che, terminata la scuola, ha preso a lavorare nella galleria d'arte della madre. Deciso a evitare il destino già tracciato dai suoi genitori, vale a dire la carriera universitaria, James si concentra su ciò che apprezza che esse siano cose, come la lettura o la solitudine, o persone, assai poche, nello specifico sua nonna, Nanette, e John, il quale lavora nella stessa galleria. Alcuni comportamenti di James parrebbero rivelare ai suoi genitori una sofferenza profonda e inquieta.
Ciò che ho apprezzato della penna dell'autore è il talento che la contraddistingue nella caratterizzazione dei personaggi, i quali sembrano prender aria tra le pagine del romanzo. Sin dalle prime pagine, infatti, riusciamo a formulare dei ritratti vividi della madre, della sorella, di John e del protagonista stesso, un adolescente normale, scombussolato dalla rapacità del tempo, disgustato dalla collettività e dalla sua ipocrisia. Il cruccio di James nei confronti dell'università o dei suoi coetanei si configura in uno spazio democratico in cui chiunque può riconoscersi, quindi ritrovare schegge della propria storia. Ciononostante, in questa partita non bisognerebbe ignorare la variabile del tempo. Il lavoro di Cameron calca una parte della vita del protagonista, raccontandoci ben poco di quello che sarà e di quello che è già stato. Con una focalizzazione così monopolizzante, si escludono quegli utenti che non possono entrare in relazione con le preoccupazioni di James. Per essere più pragmatico: un lettore di diciotto anni, alle prese con la fine della scuola, vanterà un'esperienza di lettura completamente diversa da quella di un lettore di trenta, o banalmente venticinque anni.
Conclusioni.
Ripartendo dall'inizio. Mi sono affacciato alla lettura del seguente romanzo privo di qualsivoglia contaminazioni, tant'è che ho evitato di leggere le recensioni realizzate anche dai miei "colleghi", eppure la fama che lo accompagna non sono riuscito ad allontanarla. Ogni volta che ho sentito qualcuno parlare di questo libro, indipendentemente dal fatto che si entrasse nel merito, vi era quell'emozione che francamente non ho ritrovato. Mi sono chiesto, più di una volta, "è questo tutto il dolore che un giorno gli/ci sarà utile?". In conclusione, ho maturato dei sentimenti ambivalenti nei confronti del lavoro di Cameron, un testo ben scritto, ma che risulta quasi inconcludente - il finale, purtroppo, non ha aiutato a schiodare quest'idea dalla mente di molti lettori.
Trama:
James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d'arte della madre, dove non entra mai nessuno: sarebbe arduo, d'altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tendenza come le pattumiere dell'artista giapponese che vuole restare Senza Nome. Per ingannare il tempo, e nella speranza di trovare un'alternativa all'università ("Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché"), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite - la lettura e la solitudine -, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliari gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finché un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio...
- Il piccolo Perseo
03/08/2026
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Il rispetto per il prossimo deve sempre essere posto prima di ogni altra cosa! Lo dicevano i saggi, credo.