Recensione. "Il coppiere degli dèi" di Alice Gallotti.
Le nubi.
Vi è una costante all’interno delle riscritture della scrittrice, inutile specificare che mi stia riferendo unicamente alle opere già pubblicate, vale a dire la presenza di una voce che non vuole riproporre il mito nella sua forma canonica e in maniera pedissequa, ma come la sua sensibilità l’ha interpretata.
Bentrovati, carissimi e carissime abitanti del mare, o benvenuti e benvenute poveri sciagurati in questa nuova recensione. Protagonista dell’odierna disamina - ricordo l’uso improprio, da me adottato, della parola già citata - è “Il coppiere degli dèi” di Alice Gallotti, riscrittura del mito greco che debutta oggi, in data 8 luglio 2026, negli store online.
Ancora prima di iniziare, esprimo tutta la mia gratitudine all’autrice per avermi permesso di leggere in anteprima il suddetto romanzo, fornendomi negli scorsi mesi una copia digitale.
Aggiungo, inoltre, che non si tratta di una collaborazione definibile canonica, in quanto non si è limitata a un puro scambio bilaterale. Sono lieto di annunciarvi di aver lavorato alla breve prefazione che introduce alla lettura del testo. Mi auguro, infine, di aver adempiuto in maniera dignitosa, sia nei confronti del pubblico che del lavoro dell’autrice, al compito che ho dovuto ricoprire.
La piuma.
Il breve romanzo si colloca nel filone delle riscritture del mito greco. Il racconto esplora le vicende relative alla “saga” di Ganimede, interpretata secondo una chiave di lettura gnoseologicamente perversa. Si parte dalla vita del principe troiano prima del suo rapimento, quindi si susseguono gli episodi che seguono “l’ascesa”, anche se si dovrebbe parlare di discesa, del protagonista presso la dimora degli dèi. Viene posto l’accento sulle dinamiche conflittuali che tempestano il rapporto tra Ganimede e il suo aguzzino. Ciò che ho più apprezzato è la mancata generalizzazione all’interno delle relazioni che il protagonista forgia sull’Olimpo. Il rapporto forgiato con Calisto e il successivo intervento di Era permettono sia a Ganimede, che al lettore, di non biasimare del tutto le altre divinità. Una dicotomia, tuttavia, tra bene e male non è sempre distinta. Anche i personaggi positivi possono superare questo discrimine poiché possono partecipare al “male”.
Ho apprezzato in particolare la caratterizzazione della dea Era, la quale non è stata tipizzata, quindi resa solo la sorella e moglie gelosa di Zeus. Si può affermare che vi sia un giusto equilibrio tra l’intenzione posta alla base del testo, la quale è stata mantenuta, e le varie fonti. Non vi sono episodi scartati, poiché i “contrasti” tra le varie versioni in questo testo sussistono.
Ganimede prova a plasmare non solo il corpo, fonte della sua sfortuna, ma anche la mente. Tuttavia non risulta sempre essere il vincitore di quelle battaglie intraprese contro il suo rapitore. Il finale, mi sentirei di dire, appare come una vittoria totalizzante rispetto alle varie sconfitte, poiché così facendo, egli afferma la sua volontà.
Conclusioni.
Il seguente retelling ha lo scopo di rivelare le parti oscure del mito greco, sezioni delle storie che sono state ignorate o date per scontato. Riconosco anche l’intenzione di voler rendere democratico, ovvero accessibile, il racconto a un pubblico più ampio. Tuttavia, avrei preferito che il registro, in alcune sezioni, fosse più elevato e meno colloquiale. Da intendersi come una nota soggettiva. Di base questa scelta avvantaggia un futuro lettore, che sia un neofito oppure un lettore occasionale. Detto ciò, concludo invitandovi alla lettura del testo per maturare, ovviamente, le vostre considerazioni in merito. Come sempre, attendo i vostri pareri. Alla prossima recensione.
Trama:
Figlio del re Troo e della regina Calliroe, Ganimede è celebre per la sua straordinaria bellezza, al punto che tra le strade di Troia si mormora possa essere figlio di una divinità.
Cresciuto con i fratelli e protetto dal palazzo reale, il destino ha altri piani: un’aquila lo rapisce, portandolo sull’Olimpo. Da principe di Troia a coppiere degli dèi, Ganimede scoprirà ben presto che l’immortalità può trasformarsi in una prigione dorata.
Tra banchetti divini e tensioni familiari, dovrà affrontare desideri, ossessioni e violenze.
In un mondo in cui persino gli dèi possono sbagliare, l’unica scelta che sembra restare a Ganimede è tra la vita e il sacrificio.
Trigger warning: violenza fisica, violenza sessuale, abuso di potere, autolesionismo, riferimenti al suicidio.
Cresciuto con i fratelli e protetto dal palazzo reale, il destino ha altri piani: un’aquila lo rapisce, portandolo sull’Olimpo. Da principe di Troia a coppiere degli dèi, Ganimede scoprirà ben presto che l’immortalità può trasformarsi in una prigione dorata.
Tra banchetti divini e tensioni familiari, dovrà affrontare desideri, ossessioni e violenze.
In un mondo in cui persino gli dèi possono sbagliare, l’unica scelta che sembra restare a Ganimede è tra la vita e il sacrificio.
Trigger warning: violenza fisica, violenza sessuale, abuso di potere, autolesionismo, riferimenti al suicidio.
- Il piccolo Perseo
08/07/2026.

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Il rispetto per il prossimo deve sempre essere posto prima di ogni altra cosa! Lo dicevano i saggi, credo.