Recensione. "Absinthe" di Selene Alaska.

Bentrovati, carissimi e carissime abitanti del mare, o benvenuti e benvenute poveri sciagurati in questa nuova recensione.  
Protagonista dell’odierna disamina - rammento l’uso improprio, da me adottato, della parola già citata - è “Absinthe” di Selene Alaska, edito da Triskell Edizioni. 
Ancora prima di iniziare, esprimo tutta la mia gratitudine alle autrici per avermi fornito una copia digitale del suddetto romanzo.

L'inizio
Primo volume di una trilogia, l'ultimo uscirà nel corso dell'anno corrente, Absinthe si configura come l'inizio di un viaggio che condurrà il lettore in un mondo cupo e tragico, infestato da creature sovrannaturali, demoni, vampiri e streghe, in cui la morte serpeggia nella vita di tutti i protagonisti come una costante assoluta. Un secondo tema centrale è l'amore, individuabile in parte maggiore nella relazione forgiata dai due protagonisti, Julian e James. L'amore omoerotico, nel seguente universo non appare estraniante, si sfuma con l'apprezzamento e lo studio delle arti, figurative e non. Da qui si evince il terzo tema: la passione per ciò che l'uomo produce per sopravvivere al tempo, ovvero la morte stessa. 

Il futuro
Per quanto il genere fantasy, seppure dark e urban, non susciti il mio interesse, devo ammettere che il testo ha saputo intrattenermi. Si suol dire che il cuore pulsante di un testo siano i personaggi che in esso si muovono, e ritengo che tale definizione si sposi bene con questo primo volume. Ho apprezzato l'inserimento di contenuti "comunicanti", ovvero analoghi con gli altri romanzi che compongono la serie. Vi sono dei nomi, delle vicende appena accennate, che saranno, ne sono certo, sviscerati nei seguiti. Sottolineo i seguenti elementi poiché nell'ultimo periodo ho avuto il dispiacere di constatare che diversi primi volumi di tante trilogie chiacchierate non vengano ben gestiti con la scusante che, appunto, ci saranno dei seguiti per "riparare" i diversi danni. Absinthe, infatti, funziona in autonomia: per essere concreti, si regge in piedi senza l'ausilio di terzi. 

Conclusioni
Nonostante avessi avuto modo di chiacchierare sia con le autrici che con alcuni lettori e lettrici della serie, ho intrapreso la lettura senza alcune aspettativa. Ritengo che tale scelta mi abbia aiutato a valutare in maniera equa sia gli aspetti positivi che negativi - banalmente ciò che mi ha convinto e ciò che invece non mi è piaciuto. La penna è elegante ma non ampollosa e il ritmo è serrato. Non ho apprezzato, invece, il fatto che il testo sia fin troppo saturo di riferimenti letterari. Avrei preferito leggere qualche citazione in meno, tuttavia riconosco che questa scelta sia vincolata dal genere in cui le due autrici hanno operato. 

Trama:
La morte, signora volubile e temuta, veglia su ogni anima e la brama. L’ultimo respiro di ogni essere finito le appartiene e chi osa cercare di ingannarla non può che essere condannato a un’eternità di dolore e sofferenze. La morte è un bacio di gelida quiete, l’eternità è un nulla viscoso di peccato. Julian è sfuggito alla morte diventando un vampiro, ma la maledizione di un’eternità di sangue l’ha messo in catene. James è sfuggito alla morte diventando un demone, ma la morte gli è comunque rimasta dentro e lo segue in ogni dove da quando è tornato dall’inferno. I cuori di entrambi vivono in un passato da dimenticare, i corpi si muovono in un presente in bilico tra vizi e virtù. Le menti, le colonne portanti della loro esistenza, sostengono il gran tempio delle loro vite nutrendosi d’arte. E il passato dimostrerà di non essere poi così impotente sul loro presente. Jago, burattinaio inarrestabile, ha sete di vendetta e niente gli impedirà di ottenerla: Julian è il suo antagonista da annientare e James un mero strumento da piegare. Peccato che James, un dandy che mai si è inchinato davanti ad anima viva o morta, non appartenga a nessuno se non alla musica del proprio violino. Peccato che Julian, un affascinante Conte dalle fattezze angeliche, annientato dal senso di colpa per i propri errori passati, si rivelerà più interessante e nobile di quanto prospettato.

-Il piccolo Perseo
29/03/2026


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