Recensione. "Il principe della discordia" di Simone Azzarito.
Bentrovati, carissimi e carissime abitanti del mare, o benvenuti e benvenute poveri sciagurati in questa nuova recensione.
Protagonista dell’odierna disamina - rammento l’uso improprio, da me adottato, della parola già citata - è “Il principe della discordia” di Simone Azzarito, edito da Amarganta. Ancora prima di iniziare, esprimo tutta la mia gratitudine all'autore per avermi fornito una copia digitale del suddetto romanzo.
Verso la discordia
Come è ben intuibile questa nuova riscrittura si concentra su una figura pressoché presente nei nuovi romanzi mitologici ma raramente collocata al centro per una qualsivoglia analisi. Tralasciando la leggendaria contesa tra le tre dee, Paride viene oscurato dalla miriade di eroi, divinità, uomini e donne protagonisti del ciclo troiano. Quella poca attenzione che gli viene conferita si riduce in fugaci descrizioni del suo egoismo. Trattare una figura “fredda” ti allontana dal meccanismo di produzione e consumo inaugurato da altri mercati, dove l’"amore" per la scrittura e per le fonti classiche sollecita un numero ingente di autori a parlare delle medesime vicende dal medesimo punto di vista.
Paride Alessandro
Agli esordi della lettura, un dubbio assillante pretendeva di essere dissolto: tutto ciò che si andrà a leggere sarà influenzato dalla visione dell'autore, portatore di un messaggio che piega e ripropone il mito, oppure ci si confronterà con una riscrittura pedissequa? A lettura terminata, posso affermare che non vi sono state totalizzanti variazioni o l'unione di fonti con cui è sempre possibile giustificare Paride. L'autore ci mostra un uomo il cui libero arbitrio non è vincolato per tutta la durata del romanzo dal proprio destino. Paride resta una figura controversa e ambigua, compresa e perdonata da chi lo circonda, ma ciò non implica che lo stesso trattamento gli sarà donato dal lettore il quale viene lasciato libero di interpretare ciò che si verifica.
Il monte, il palazzo e la fine
La prima parte del romanzo scorre lentamente e imita la vita del Paride pastore, costellata da poche insidie e prevalentemente lieta. La rottura inizia dal momento del suo riconoscimento all'interno della famiglia reale e trova il proprio culmine nel palazzo spartano dove egli incontra Elena. In ogni atto narrativo, l'autore ha dimostrato non solo di possedere le conoscenze adatte per rielaborare il mito, ma anche di possedere un potenziale tale per cui potrà soltanto migliorare.
Conclusione
Pur essendo un testo dedicato al principe troiano Paride, avrei preferito avere degli approfondimenti su altri personaggi, quali Cassandra, Elena e Andromaca. In particolare, il rapporto tra Elena e Paride avrebbe meritato maggior attenzione. La chiusa segue il percorso della vita dell'uomo e si colloca quando meno te lo aspetti, privandoti di alcune informazioni e vicende. Consiglio questo romanzo a coloro che vorrebbero affrontare una riscrittura divergente.
Trama:
Nessuno può fuggire al proprio destino.
Paride, figlio del re di Troia, nasce sotto l’ombra di un’oscura profezia. Abbandonato su un monte, cresce con una famiglia di pastori, ignaro delle sue origini.
Una catena di eventi lo condurrà nelle braccia di Elena, moglie del re di Sparta, innescando la scintilla della più famosa guerra dell’antichità.
Il principe della discordia riporta in vita la tragedia della guerra di Troia, esplorando le passioni, i tormenti e gli atti eroici di coloro che ne furono protagonisti. Ripercorrendola vita di Paride, questo romanzo scava nel cuore del mito, dando voce a un personaggio controverso restituendogli umanità.
-Il piccolo Perseo
08/02/2026


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Il rispetto per il prossimo deve sempre essere posto prima di ogni altra cosa! Lo dicevano i saggi, credo.