Recensione. "Strani Disegni" di Uketsu.

Bentrovati, carissimi e carissime, in questa nuova recensione.
Protagonista dell’odierna disamina - rammento l’uso improprio, da me adottato, della parola già citata - è "Strani Disegni", romanzo "evento" di Uketsu ed edito da Einaudi

Tutto inizia… con un disegno?
Mi ha colpito sin dalle prime pagine la natura del romanzo, il quale si configura come un thriller psicologico saturo di un mistero che solo alla fine verrà svelato chiudendo il ciclo narrativo. Siamo in Giappone, e la spiegazione di un singolare disegno e il dialogo tra due studenti, appassionati di macabro e paranormale, inaugurano il testo. I due compagni ritrovano sulla rete un blog apparentemente normale, gestito da una figura anonima, che riporta la quotidianità della propria vita. Eppure uno dei due studenti individuerà tra i post del blog una componente oscura, quasi perversa. L'ultimo post, difatti, confermerà il presentimento dell'abile ricercatore. Il pensiero corre verso i disegni che accompagnano la descrizione delle giornate appena trascorse dell'utente anonimo. 

Matita alla mano
I disegni ricoprono un ruolo fondamentale nel testo poiché fungono da collanti delle diverse parti narrative e, in maniera specifica, conservano dei frammenti essenziali per giungere alla chiusa del romanzo. All'interno di questi ultimi è possibile rintracciare quella componente subdola che intriga il lettore, sicché le illustrazioni non rappresentano ciò che in un primo momento vediamo. Senza una dovuta collocazione e delucidazione ci appaiono diversi da quello che realmente sono. 

Bene, dove sta la fregatura?
Lo ammetto, sembra tutto così bello. Perdonatemi il seguente parallelo: così come i disegni offrono diverse chiavi di lettura, anche il libro incontra diverse interpretazioni. Il testo, secondo il mio umilissimo parere, non raggiunge le aspettative che ci sono state indotte dalla pesante promozione di cui è stato soggetto. Molte spiegazioni appaiono forzate, quasi prive di fondamento. Diverse sono le domande che un lettore si pone e di cui mai avrà una risposta. E con questo non faccio riferimento alla trama, ma a questioni puramente di logica. Tolto ciò, non per essere pedante, ma ho riscontrato dei problemi con la traduzione. Il tono della narrazione viene sia alzato che abbassato, talvolta, senza un apparente ragione. Vi sono dei termini che rompono l'equilibrio della frase. Di conseguenza non ritengo che il problema appartenga anche al testo di partenza o risieda nelle intenzioni dell'autore.  

Conclusioni
Il grosso dei lettori si è soffermato sul quantitativo minimo di tempo che hanno impiegato per affrontare la lettura del suddetto romanzo. Ebbene, non posso dissentire. La lettura è piacevole, il libro si dimostra intrigante e scorrevole. Dunque lo consiglio a coloro che ricercano un testo immediato, contraddistinto da una penna spoglia e lineare. Tuttavia ribadisco il concetto di non farsi fagocitare dall'ansia di perdersi qualcosa, e, in particolare, dalle aspettative tremendamente alte che si sono consolidate attorno a questo romanzo. 

Trama:
Cosa lega un blog le cui illustrazioni nascondono una scena spaventosa, lo scarabocchio di un bambino che contiene un oscuro messaggio e uno schizzo fatto dalla vittima di un omicidio nei suoi ultimi istanti di vita? Un romanzo con una trama inquietante, unica, dove solo una serie di immagini, da comporre e interpretare, permette di scoprire l’identità di un assassino. Tradotto in tutto il mondo, scritto da un autore che cela il proprio volto dietro una maschera bianca, “Strani disegni” ha rinnovato il crime contemporaneo e ridefinito i confini dell’inquietudine.

-Il piccolo Perseo
20/12/25

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